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Forenza

Secondo fonti storiche, il nome del comune deriva da Forentum, antico sito di origine sannita citato da OrazioLivioDiodoro SiculoPlinio il Vecchio. Tuttavia, l'attuale centro abitato di Forenza non è quello a cui si riferiscono questi antichi scrittori, essendo sorto in un luogo poco distante dall'antico sito. Forentum era una colonia sannita che poi cadde sotto il dominio romano ad opera di Fabio Massimo. Allora era ubicata su una via obbligata, che collegava Venusia a Bantia ed Acheruntia, zona oggi detta San Martino. Gli abitanti di Forentum, non essendo in grado di difendersi dai frequenti attacchi esterni, costruirono un nuovo centro abitato su una collina poco distante, questo nuovo insediamento corrisponde all'attuale Forenza. Il nuovo sito iniziò ad essere abitato intorno al IX secolo. In quel periodo, quando nacque il Principato Longobardo di Salerno che incluse quasi tutta l'antica Lucania, Forenza faceva parte della PugliaLa cittadina subì prima la dominazione bizantina e poi longobarda, venendo inclusa nel "Gastaldato di Acerenza". In questo periodo fu edificato un castello, collocato al centro del pianoro (l'attuale Piazza Regina Margherita) e della struttura, al giorno d'oggi, non è rimasto nulla. In seguito divenne feudo dell'impero normanno e poi fu dominata dagli angioini, che ne apportarono modifiche strutturali, come testimoniato dai resti di quelle che una volta erano le mura angioine del XIII secolo. Gli angioini affidarono Forenza al principe Giovanni Caracciolo e successivamente gli Asburgo la concedettero alla famiglia Doria, signori di MelfiIl 14 febbraio 1892 ci fu una rivolta contadina per protestare contro la tassa della famiglia (la tassa "foci") ed il comune registrò vari disordini, con il municipio che venne dato alle fiamme. Allora il governo piemontese spedì un battaglione di bersaglieri per soffocare la rivolta, che pose il quartier generale nel palazzo di Tufaroli, e numerosi contadini vennero uccisi. Dopo la seconda guerra mondiale, Forenza subì un forte fenomeno migratorio, vedendo la sua popolazione diminuire di circa tremila abitanti fino alle soglie del 2010. Un mito narra che a Forenza, nei pressi delle montagne che la circondano, si aggiri un essere dalle fattezze alquanto strane; si tratterebbe di un esemplare umanoide contraddistinto da brutali tratti animaleschi. Alcuni tra i vari pascolatori di capre e pecore narrano di aver avvistato tale essere dalla dubbia origine intento a procacciarsi il bestiame dei pastori malcapitati. Per via di questa tendenza animalesca, alcuni studiosi e indagatori di tale essere l'hanno denominato in dialetto locale come "U' scòrciacràp", ovvero colui che sbrana le capre.

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