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Rotonda

La prima citazione del nome Rotonda compare in una pergamena del 1083, come attesta il Racioppi nel documento Tutta l'Italia et isole pertinenti ad essa. Il toponimo, secondo il geografo Leandro Alberti, deriva dalla disposizione delle case attorno al castello, situato su di una collina che lo rendeva simile ad un unico blocco rotondo. È idea condivisa da molti storici anche se non comprovata, che Rotonda sia stata fondata sui resti dell'antica Nerulum, città d'epoca romana che era situata in un punto di incontro fra molte vie importanti come la Via Popilia. Secondo altre fonti, invece, si pensa che Rotonda sia situata sui ruderi di Tebe Lucana, altra città d'epoca Romana. Rotonda è citata anche in altri documenti, oltre a quello del Racioppi, come in una carta greca del 1117, nel cedolario del 1276-1277, relativo alGiustizierato di Basilicata e in alcuni documenti Angioini dove si parla di "Rotunda vallis Layni", per distinguerla da "Rotunda Maris" (l'attuale Rotondella). La presenza di vie di comunicazione ne fece sin dalla nascita un centro ricco e prosperoso. Come avvenne per la maggior parte delle città del sud, Rotonda passò in varie mani dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, cambiando spesso il suo aspetto, ma arricchendosi volta per volta, di architetture di vario stile, alcune delle quali arrivate fino ai giorni nostri. La data di nascita dell'attuale centro di Rotonda non è certa, ma si sa per certo che esisteva al tempo dei Longobardi di Salerno, e che fu conquistata insieme ai territori del Principato di Salerno da Roberto il Guiscardo, passando così sotto il dominio dei Normanni. Successivamente fu venduta dalla regina angioina Giovanna II di Napoli alla famiglia Scannasorece di Napoli, e a partire dal 1419 passò sotto il dominio dei Sanseverino.

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